Meglio regnare all'inferno che servire al salto.

 

La Motrice/5 - Addestramento: un caso concreto

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Venerdì 04 Aprile 2008 19:22

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La Motrice/5

Leggi il primo capitolo ("L'initio").

Leggi il secondo capitolo ("L'interrogatorio").

Leggi il terzo capitolo ("Morpheus").

Leggi il quarto capitolo ("Addestramento: teoria e tecniche").

 

5. Addestramento: un caso concreto

Fu Spank, dopo più di un'ora, a venire a cercarmi. Era una versione carina e afro-americana di Alex Britti; meno senso del ritmo ma un manico di chitarra forse più sviluppato.

Incrociammo gli sguardi e capì al volo che, nonostante la sfuriata, non mi sarei tirato indietro; questo diede il la a ciance su allenamenti e mirabilie legate al mio status di eletto, di cui ancora faticavo ad avere una visione precisa.

Tornammo insieme nella stanza da cui ero “partito” verso la Motrice; Spank mi spiegò che si era trattato in realtà di un software di simulazione.

Notai intanto un particolare sfuggito in precedenza; c'era una secondo postazione, con un plug molto grande che spuntava attraverso il sedile.

“Non farci caso. Era il sedile di Stephanus, un compagno morto durante un attacco. Prima che lo liberassimo, era uno dei più noti stilisti della Motrice.”

“Dovremmo cominciare dai programmi di base, ma per te ho in mente qualcosa di più interessante. Che ne dici di Ju-Jitsu?”

Il caricamento del primo programma mi fece sussultare, lasciandomi una sensazione di piacere e forza. Come quando le bibite gasate finiscono nel naso.

“Avanti?”

“Avanti.”

Spank caricò programmi per ore: tecniche di arti marziali, combattimento corpo a corpo, le finte di Baggio a Italia '90, Dragon Ball, il colpo segreto del Drago Nascente, il tiro della tigre, corsi di seduzione, la ricetta della pastiera e, su mia richiesta, le puntate doppiate in italiano della quarta serie di House.

“So combattere”: furono queste le parole con cui accolsi Morpheus.

“Dimostramelo”.

Ci trovavamo davanti ad un centro commerciale molto grande; a giudicare dai teloni esposti, mancavano pochi minuti all'apertura del primo giorno di saldi.

“Questo è un software di allenamento. Simula le regole della Motrice. Ricorda che come in tutti i programmi e nella costituzione italiana, alcune regole possono essere eluse, altre possono essere infrante. Ti aspetto, Neo.” Fece un gesto indisponente con la mano destra per spingermi all'attacco. Non ce n'era bisogno; ero uno zemaniano convinto.

Cominciai con le tecniche base di alcune arti marziali; tentativi di spazzate con la gamba e presa a terra, ma Morpheus non aveva alcuna difficoltà a respingerli e a contrattaccare, ad una velocità nettamente superiore alla mia.

Indicò un punto alla mia spalle: mi girai, ingenuamente, e fui atterrato con un calcio sullo sterno.

“Attenzione, Neo.”

Chitemmuort', pensai.

Il combattimento riprese serrato; pugno parata calcio schivata presa, atterramento e contro-atterramento. Sfruttai il corso di seduzione per distrarre Morpheus con un mazzo di rose rosse, ma non abboccò. Finse di accettare i cioccolatini per colpire alla tempia con un tubo di Baci che mi mise al tappeto.

“Neo, Neo...ti stai frenando.”

“Sei troppo veloce per me.”

“Pensi davvero che la mia abilità abbia qualcosa a che fare con i muscoli o la tecnica qui? Credi che sia ossigeno quello che respiri?”

Capivo dove voleva andare a parare. L'avessi capito in combattimento, avrei colpito da un'altra parte, ma era tardi per recriminare.

“In piedi”. Non me lo feci ripetere. La lotta era ancora più frenetica; riuscivo a tenergli testa ma non a infliggere colpi violenti. Lo confusi con le finte di Baggio per poi sferrare un tiro della tigre al volto; lo parò con un colpo di judo, proprio come Ed Warner.

“Bene, cominci a capire. Tuttavia, non hai ancora imparato una cosa molto importante. La Motrice offre risorse infinite; i tuoi avversari sono in grado di sfruttarle, dovrai imparare a fare lo stesso.” All'improvviso, fischiò. Come comparse dal nulla, centinaia di massaie urlanti e teen-ager con estrogeni impazziti cominciarono a correre verso la porta del centro commerciale; i colpi di Morpheus mi avevano portato ad averla proprio alle spalle. Lo scontro era perso; fermai la prima carica sollevando capi scontati in aria e lanciando un Drago Nascente, ma la seconda ondata mi travolse senza possibilità di difesa.

Morpheus si dimostrò comunque soddisfatto dei progressi e decise per un allenamento più impegnativo. “Spank, carica il programma Sklenarikova.”

Ci trovavamo in un locale alla moda, vestiti di conseguenza, a sorseggiare un drink. Ero astemio; chiesi quindi a Spank di caricare un software all'ananas.

In un tavolo a pochi metri dal nostro, potevamo osservare la bellissima Adriana Sklenarikova, anch'ella impegnata nel portare alle labbra un cocktail. “Osserva, Neo.”

Morpheus si alzò, sistemò la giacca e si diresse verso il tavolo della modella. Sorrise.

“Adriana, è un onore per me incontrarti. Cosa ne diresti di proseguire la serata a casa mia, in un susseguirsi di torride e torbide posizioni quali quelle descritte nei più lascivi manuali d'amore?”

Non credevo alle mie orecchie. Ella ricambiò il sorriso, maliziosa. “Perché, no? Si dice che alle bionde doni il Nero”.

Morpheus porse il braccio ad Adriana, che si alzò. Mentre si allontanavano, udii ancora la voce dell'angelo biondo: “Se non la ritieni un'offesa, vorrei chiamare alcune amiche per aggiungere un tocco di originalità alla serata: Adriana Lima, Anita Blond e Tera Patrick.” Il mio mentore annuì con un sorriso.

“Fantastico”. Non mi trattenni dall'esclamazione.

Morpheus pregò Adriana di attenderlo per pochi secondi sulla limousine e tornò da me.

“Hai osservato Neo? Tutto è possibile nella Motrice: devi solo volerlo. Libera la tua mente.” Scandì molto bene quest'ultima frase, indicandomi un altro tavolo, al quale sedeva Eva Herzigova.

“Ochei. Non v'è problema. Libero la mia mente.”

Non lo sapevo ancora, ma i miei compagni stavano osservando dalla Freccia del Sud.

“E se dovesse farcela?” chiedeva Maotz.

“Nessuno c'è mai riuscito al primo tentativo.” rispose con insofferenza Saifi.

“Sì, ma se lui è davvero...” insisteva Maotz.

Tremity sperava ma non proferiva sillaba.

Sarei venuto a sapere in seguito dell'interesse per l'esito della mia prova; intanto mi ero alzato dal tavolo e cercavo la massima concentrazione: Libera la tua mente, libera la tua mente, ripetevo.

Sorrisi ad Eva, che ricambiò. Tutto sembrava andare per il meglio. Arrivai a circa 5 metri dal tavolo quando le guardie del corpo mi afferrarono allo scopo di cafuddarmi di corpa, come si usava dire in alcuni luoghi della Motrice. Obiettivo centrato in pieno, e allenamento terminato.

Mi ritrovai sulla solita sedia, con la bocca sanguinante. “Avevi detto che non era reale.”

“La percezione della tua mente lo rende reale.” fu la risposta asciutta di Morpheus.

“Quindi essere uccisi nella Motrice significa morire qui?”

“Un corpo senza mente non sopravvive, Neo.”

Scritto da Jsv

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