
Meglio regnare all'inferno che servire al salto.

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Leggi il primo capitolo ("L'initio").
Leggi il secondo capitolo ("L'interrogatorio").
Leggi il terzo capitolo ("Morpheus").
Leggi il quarto capitolo ("Addestramento: teoria e tecniche").
Leggi il quinto capitolo ("Addestramento: un caso concreto").
Leggi il sesto capitolo ("Lo racolo").
7. Un impegno concreto: salvare Morpheus
Morpheus si era sacrificato per proteggermi e ora lo osservavo sobbalzare sul sedile di connessione, probabilmente a causa delle torture degli agenti.
Il tono di Spank era grave: “E' solo questione di tempo.”
“Per che cosa?”
“Vedi le sue onde cerebrali, Neo? Morpheus sta cercando di resistere ma è come un computer; riusciranno a violarlo e a ottenere ciò che cercano, prima o dopo.”
“Qual è il loro obiettivo?”
Intervenne Tremity: “Ogni comandante conosce le chiavi di accesso per il mainframe di Zaio. Se un agente riuscisse ad entrarne in possesso, potrebbe distruggere il programma dall'interno; sarebbe la fine.”
“C'è solo una soluzione, per quanto dolorosa: dobbiamo staccare la spina.”
“E non pensi al Vaticano, Spank?” Sorrisi. “Non guardatemi così. Semplicemente, non staccheremo nulla: io torno dentro.”
La mia affermazione li mise a tacere per un istante.
“Questo non ha alcun senso, Neo!” urlò Spank.
“Morpheus si è sacrificato per permetterci di salvarti, perché Zaio è la cosa più importante.” aggiunse Tremity.
“Morpheus si è sacrificato perché credeva, credeva fortemente in qualcosa. Vedete, l'oracolo mi ha descritto un momento in cui avrei dovuto scegliere tra la mia vita e quella di Morpheus; quel momento è arrivato. E ha aggiunto altro: non sono l'eletto.”
L'incredulità si dipinse sui loro volti: “Non può essere.”
“Perché no, Tremity? Ora, però, anch'io credo fortemente. Credo nella possibilità di salvarlo. Spank, fai quel che farebbe una donna di strada opportunamente pagata: riportami dentro. Ora.”
In qualche modo li avevo convinti, ma non fu possibile dissuadere Tremity dal seguirmi.
Spank ci portò nel pre-loader, la stanza bianca in cui Morpheus mi aveva mostrato per la prima volta il mondo reale: avevamo bisogno di equipaggiarci.
“Collegamento audio stabilito; di cosa avete bisogno, a parte un miracolo?”
“Armi a volontà.”
Si materializzarono decine di canottieri. “Spank, intendevo al femminile.”
Rimediò al volo. Io e Tremity ci equipaggiamo di tutto punto: pistole automatiche, coltelli, mitragliatrici leggere, spray anti-stupro. Non si può mai sapere.
“Morpheus si trova in un palazzo sorvegliato dall'esercito e con 3 agenti di guardia. Vi caricherò all'ingresso.” fu l'indicazione di Spank.
Ci dirigemmo verso il posto di blocco che fungeva da filtro; quando uno dei poliziotti si avvicinò per perquisirmi, aprii d'improvviso l'impermeabile. Gli sparai in testa prima che realizzasse che non ero lì per molestarlo. Gli altri tentarono una reazione, ma eravamo troppo veloci; mi tolsi la soddisfazione di seccarne uno con un colpo di bastone alla gola. Il bastone e la carotide: il mio sense of humour lasciava ancora qualche speranza.
Raggiunto l'ascensore, iniziammo a salire, bloccando la corsa circa a metà dell'edificio. Tremity armò dell'esplosivo e lo sistemò sul pavimento della cabina. Forzammo il soffitto, ci aggrappammo ad uno dei cavi di sostegno e tranciammo l'altro; l'ascensore che precipitava, per effetto del contrappeso, ci permise di arrivare in cima. La cabina esplose al piano terra: primi piani e potenziali inseguitori semplici erano tagliati fuori.
Giunti sul tetto, trovammo uno degli agenti ad aspettarci.
Scaricai l'intera mitragliatrice senza colpirlo. Si muoveva ad una velocità innaturale, decisamente superiore a quella di una pallottola. Era il suo turno: 1, 2, 3, 4, 5 colpi da una pistola semiautomatica: incredibile, riuscivo a vederli! Si muovevano come al rallentatore, senza però il fastidioso commento di Sandreani; il corso di limbo caricato da Spank in addestramento fu decisivo per schivarli.
Due colpi mi avevano comunque raggiunto di striscio, e le ferite bruciavano come un bosco greco d'estate. L'agente fu sopra di me in un lampo, pistola spianata e sole alle spalle. Un cervello saltò in aria, ma non il mio: Tremity aveva sorpreso il mio avversario.
“Non so come tu sia riuscito a fare quello che hai fatto, Neo; non ho mai visto nessuno di noi muoversi a quella velocità. Sei stato fortunato però: se avesse caricato il software Calderoli, colpirlo in testa non avrebbe avuto alcuna conseguenza. In ogni caso, lo staranno già re-inserendo.”
Ci serviva un modo per raggiungere Morpheus; l'elicottero parcheggiato sul tetto era una buona soluzione.
“Sai guidarlo?”.
“Non ancora. Spank, software di pilotaggio elicottero d'assalto.”
“E due granite panna&fragola. Con brioches, grazie.”
Risposi allo sguardo interrogativo di Tremity: “Un'alimentazione equilibrata può essere decisiva per l'esito della pugna.”
Scritto da Jsv
Meglio regnare all'inferno che servire al salto.