Quarto di finale Olanda – Brasile (d'ora in avanti, Braziu). Secondo l'approfondimento di gazzetta.it, sugli spalti sarà pieno di figa. Non siete anche voi sulle spine? Chi è la tifosa più bella del mondiale? Non lo so, scopritelo: è una caccia al tesoro.
A dire il vero io non ho ancora superato l'eliminazione del Portogallo di Ronaldo. Mi sento molto vicino a Cristiano: un po' per la sua irriverenza, un po' perché anch'io ho detto no a Paris Hilton. Mi aveva chiesto se avessi da accendere.
1' Convinto che la partita inizi alle 16:30, mi dibatto in un affannoso dormiveglia.*
*tratto da una storia vera
10' L'urlo dei vicini mi insospettisce e accendo la tv: vuvuzelas oltre il livello di guardia per il goal do Braziu. La rete di Robinho arriva su una verticalizzazione di 25 metri di Felipe Melo, su cui la difesa olandese si schiude come le labbra di chi ambisce ad un ministero.
11' Reazione rabbiosa degli Oranje: Kuijt rientra quasi dal fondo e scarica il destro: Julio Cesar si fa trovare pronto.
14' Heitinga guadagna l'ammonizione per un fallo a palla lontana su Luis Fabiano. Azione importante, perché ricordiamo insieme che egli è O FABULOSO.
17' Punizione per l'Olanda sulla trequarti offensiva. Van Persie sul pallone, ma la preghiera di Kakà è esaudita: la palla vola tra le nubi, dove Dio blocca sicuro.**
**telecamera esclusiva per gli abbonati Sky
23' Sneijder e Robben sembrano in difficoltà, e sono gli unici che possono portare l'Olanda e le sue tifose in semifinale.
25' Il Braziu si mostra sicuro e trova quasi il raddoppio: palla buttata in mezzo e Juan gira alto di piatto. Troppa potenza: un piatto forte.
27' Maicon verticalizza per Kakà sulla destra, ma Dio ha deciso: Ooijer lo abbatterà.
28' Dani Alves calcia una punizione tesa, O Fabuloso impatta da posizione defilata, nessun pericolo.
29' Maicon è impressionante in velocità : un tackle fortunoso lo ferma prima che torni indietro nel tempo.
30' Lancio lungo per Van Persie, tocco indietro per Robben. Quattro contro di lui; capisce che non c'è speranza e decide di punirne almeno uno scaricandogli addosso il sinistro.
31' Sul contropiede stupenda combinazione Robinho – Kakà, con il tacco del primo che libera il secondo; Ricardo ha tempo di prendere la mira e piazzare l'interno verso l'incrocio più lontano, ma Stekelenburg vola e tocca in angolo. Ho un'evidente erezione, perdonatemi: non resisto quando vedo un bel tacco.
32' Robben salta sempre il primo uomo, ma in campo ce ne sono altri.
34' Schema dell'Olanda su calcio d'angolo. Robben finge di lasciare il posto ad un altro tiratore: in realtà rimette in gioco sfiorando appena la palla e se ne va. Sneijder dovrebbe dirigersi con tranquillità verso la palla, come per andare a battere (in Olanda è legale)e crossando invece all'improvviso il pallone, già in gioco. Lo scherzo non riesce: nel Brasile non c'è Chiellini.
38' Maicon scatta sulla destra, vincendo facile la sua batteria.
41' Tentano di uccidere Kakà, ma è difficile anche colpirgli la gamba. He belongs to Jesus.
45' Ancora in quattro contro Robben, che usa la stessa finta dagli ottavi di Champions: fermato.
46' Maicon sfrutta una palla filtrante sulla destra e scaglia la sfera con la rabbia di chi ha passato un anno con Balotelli: deviazione non vista e palla fuori.
All'intervallo, verde-oro (in divisa blu) in vantaggio di una rete e in campo con grande personalità. Robinho e compagni non sembrano aver accusato la visita in Brasile di Berlusconi.**
**chi l'avrebbe mai detto? Un puttaniere italiano in Brasile.
Io un po' di paura l'avrei avuta: Silvio ha portato sfiga già all'Inghilterra. Ma è stato un errore: nelle sue intenzioni la s non c'era.
La seconda frazione inizia senza novità: sono sempre al pc a scrivere.
47' Van der Wiel vede avvicinarsi Melo e si butta, ma l'atleta di Cristo non commette fallo: simulazione e giallo per l'arancione.
46' Dani Alves per Kakà; aggancio splendido con la punta, palla in profondità per O Fabuloso che guadagna un angolo concludendo in scivolata.
49' Van Persie, come un'aspirante wag, si attira addosso 3 giocatori, prima di liberare al limite Sneijder; controllo ad alzare la palla e sinistro strozzato che termina fuori.
51' Michel Bastos cerca di anticipare Robben sulla trequarti; non c'è contatto, ma l'olandese cade al suolo, spinto probabilmente dalla mano invisibile di Adamo Smith.
Snejider batte per lo stesso Robben, che restituisce il pallone: lancio in area del numero 10 oranje e Felipe Melo trova una buona autorete di testa sull'uscita incerta di Julio Cesar.
60' Daniel Alves rientra e da 20 metri incrocia il destro, fuori non di molto.
63' Ammonito De Jong, che ostacola il doppiaggio di Robinho trattenendolo per la casacca.
65' Cross basso di Maicon, respinta sui piedi di Kakà, che ha tempo di aggiustarsi il pallone e cercare l'appoggio verso l'incrocio dei pali. Ma Dio ha deciso: il pallone uscirà di poco.
68' Calcio d'angolo di Robben, Kuijt spizza il pallone in direzione di Sneijder, solo sul secondo palo: colpo di testa e Olanda in vantaggio.
Robben e Sneijder sembrano Tom e Holly, ma con groupies decisamente migliori di Patty.
71' Kakà cade in area, Dio fa segno di alzarsi.
72' Felipe Melo chiude in bellezza: irriso da Robben, lo mette giù e gli rifila un pestone sulla coscia. Cartellino rosso: arrivederci al 2014.
Intanto Robinho nota che Robben rasato a zero può ricordare Zidane e questo scatena il panico.


75' L'arbitro accorcia l'aspettativa di vita di Ooijer tirando fuori per sbaglio il cartellino rosso. Si tratta in realtà solo di ammonizione.
76' Fuori O FABULOSO e il suo potere ammorbidente, dentro Nilmar.
79' Van Persie si incarica di calciare anche una seconda punizione, ma in realtà la infligge ai suoi tifosi.
80' Calcio d'angolo per il Brasile: Lucio trova la girata, deviazione della difesa. E quindi ancora
Calcio d'angolo per il Brasile: palla che attraversa tutta l'area piccola sul liscio di Van Bommel , con Kuijt che mette fuori. Si tratta del terzo
Calcio d'angolo per il Brasile: senza esito. Non frutta nemmeno un altro
Calcio d'angolo per il Brasile.
83' Van Persie difende palla nel cuore dell'area avversaria, tocco per Kuijt che in qualche modo appoggia a Sneijder: impatto con la palla sporco.
84' Contropiede di Kakà, che salta il diretto avversario con facilità imbarazzante e indirizza verso il primo palo: la traiettoria sembra buona ma c'è deviazione: calcio d'angolo per il Brasile.
85' Huntelaar rileva Van Persie, quasi senza pensarci. Cambio automatico.
86' Kuijt ricorda Messi nello slalom con cui semina il panico nella difesa della Seleçao, ma Juan trova una scivolata strepitosa in recupero. Messi a sua volta ricorda Maradona, per ammissione dello stesso Diego: “Leo come me nell'86”. Nano.
87' Lucio in avanti, la tiene forse troppo, anche se ottiene una punizione.
Lucio, dalla.
88' Mi allontano in segno di protesta per la battuta precedente. Ma Dani Alves non bada a me e tira sulla barriera.
92' Rinvio di Stekelenburg e 3 giocatori dell'Olanda sono lanciati a rete: difesa del Brasile a farfalle.
Kuijt impiega però 20 secondi a mettere giù il pallone, come il miglior Pepe, e Juan riesce ad anticipare il tocco indietro per Robben.
93' Triplice fischio: Olanda 2 – Brasile 1.
Mani tra i capelli per Kakà, istantanea perfetta per il dramma di una nazione: i bravi ragazzi vanno in paradiso, quelli olandesi in semifinale.
Ore 16, Johannesburg: Italia e Slovacchia si giocano il passaggio del turno dopo un inizio di torneo raccapricciante.
Vigilia agitata da provocazioni. Bossi parla di “partita comprata”, ma fa confusione: quella fu Italia-Camerun '82.
Gli azzurri sembrano non essere stati toccati dalle polemiche, protetti dagli allenamenti a porte chiuse decisi da Lippi. Sessioni di grande intensità sulla fase difensiva e di impostazione della manovra.
Lavoro differenziato invece per Pepe, nel tentativo di insegnargli a calciare.
Si vedrà: è proprio il neo-juventino che compone il tridente offensivo con Di Natale, preferito a Gilardino, e Iaquinta. A centrocampo la novità Gattuso al posto di Marchisio.
1' Si parte: Di Natale prova il tiro da 40 metri, palla alta sulla traversa. Buffon: “Di Natale? Se fosse al Barcellona avrebbe il posto fisso, di fianco a Messi non si noterebbe la differenza”.
E in parte mi trova d'accordo, il posto fisso lo avrebbe: in panchina.
Per quanto riguarda le differenze con Lionel, sono in effetti impercettibili, finché non hanno il pallone tra i piedi.
3' Iaquinta prova il tiro col sinistro. E non è una buona idea, vista la qualità del suo destro.
5' Palla lunga della Slovacchia, deviazione di testa a seguire per Hamsik, che ciabatta il sinistro. Difesa azzurra immobile; comunque già meglio del solito.
La nazionale dell'Est sembra poter creare difficoltà da subito, con lanci in profondità e cognomi impronunciabili.
9' Il gioco si ferma perché ci sono 2 palloni in campo, ma è falso allarme: sono i coglioni di Gattuso.
12' Marchetti esce a pugni chiusi, ma sbaglia: doveva prendere Hamsik.
13' Bagni ripete, con intonazione casuale, l'ultima frase di Civoli.
18' La Slovacchia cerca di intimorire gli azzurri con una serie di falli in sequenza, come nelle peggiori gang-bang.*
*di Caracas.
19' Gli azzurri si intimoriscono.
20' Ancora un po'.
21' La difesa italiana ha grossi problemi. Non a caso il ministro è La Russa. Ogni lancio diventa un'occasione, sembra di vedere una puntata di Holly e Benji. Una delle prime 3000, dove ancora non hanno scoperto il fuorigioco.
23' La svolta della partita. De Rossi passa la palla ad un avversario, che la passa a Vittek, che segna. Marchetti sfiora ma non ci arriva.
Il collega Buffon cerca comunque di spronare i compagni dalla panchina, urlando e masticando un chewing-gum come un leone ferito. Che mastica un chewing-gum.
Stimo Gianluigi: un infortunio lo mette fuori causa per l'intero mondiale, ma rimane con i compagni. Un sacrificio non da poco, se pensate chi lo aspetta a casa.**
**questa battuta è stata copiata da Luttazzi. Non so da chi l'abbia copiata lui, scopritelo: è una caccia al tesoro.
25' Pepe tira come sa: fuori.
28' Di Natale va giù e urla: “Ma cazzo!” Ed è la sua azione migliore.
30' Ammonizione per Cannavaro. Il Capitano non è quello del mondiale 2006, ma basta con le critiche. “Se gioco bene sono esperto, se gioco male sono bollito.” Ma chi penserebbe che è finito? Ha almeno un paio di anni ad alto livello. Per questo va a giocare in Arabia Saudita.
32' In panchina Pirlo sembra teso. Forse agitato. O è tranquillo? Non lo so, sembra la Canalis: ha una sola espressione. Ma meno piacevole.
33' Cannavaro prova a farsi espellere, ma Webb lo grazia. La prima sperimentazione della FIFA: l'arbitro 2.0.
34' Skerba si accentra e prova una sassata da 30 metri, con Marchetti a deviare in volo.
35' Pepe lancia Hamsik.
37' La profondità della manovra azzurra è quella di un testo di Lady Gaga.***
***PO PO PO PO PO PO PO PO PO POker face.
39' Vittek restituisce il pestone a Cannavaro, ma l'arbitro applica 2 pesi e 2 misure ed estrae il cartellino. Un piccolo aiuto, va bene. Ma è sintomo di quanto l'Italia conti poco ormai: col fascismo precedente ci avevano regalato un mondiale.
42' Gattuso vuole dimostrare che è ancora quello del 2006 e sfruttando un paradosso temporale opera in artroscopia Strba. L'amputazione dell'arto sarà il pericolo più grande del primo tempo slovacco.
43' Una telecamera farfallona indugia sullo stile del ct Weiss: un alcolico miscuglio tra Corona, il padrino e Ronald McDonald. Ma con meno eleganza.
45' Vittek palleggia una trentina di secondi al limite dell'area italiana: all'improvviso si stufa e appoggia a Kucka, il cui siluro pela il palo.
Nel recupero pallone buttato dentro per Montolivo, che spedisce la sfera verso il cielo. Azione fondamentale, perché mi accorgo che Montolivo è in campo.
Un primo tempo francamente brutto. Qualche sprazzo di divertimento nel cercare di anagrammare le parole di Bagni per cavare una frase di senso compiuto, ma è una gioia che agli spettatori allo stadio è negata.
Per quanto visto, è necessario un cambio per dare la scossa: fuori l'Italia e dentro il Brasile.
Lippi è invece di altro avviso e toglie Gattuso e Bocchetti. A destra Maggio, nel resto del campo rimane giugno. Quagliarella fa il suo esordio mondiale.
47' Cannavaro tenta di lanciare Vittek con un passaggio orizzontale, ma è impreciso anche nelle cazzate e Chiellini rimedia.
Da lontano, Maggio ricorda il vampiro Bill Compton di True Blood, e potrebbe quindi andare a fuoco a minuti.

48' Quagliarella salta un uomo. Ed è un avversario! Ammonizione.
52' Lippi ha bisogno di portare qualità in campo e c'è l'imbarazzo della scelta:
Bocchetti, Bonucci, Palombo, Camoranesi, Marchisio. “Rianimate Pirlo!”, ordina.
54' Di Natale davanti al portiere su filtrante di Maggio; potrebbe segnare, ma preferisce lanciare un messaggio sociale sulla siccità del continente africano, abbattendo una borraccia fuori campo.
55' Pirlo rileva Montolivo ed è fondamentale: mi ricordo che Montolivo era in campo.
58' Quagliarella mette un pallone in mezzo dopo aver saltato un altro uomo. C'è fermento: la nazionale italiana può davvero saltare un uomo!
62' Di Natale prova il tiro a giro, neutralizzato in 2 tempi. Senza troppo sforzo, in realtà. Ma poteva andare peggio: poteva calciare Pepe.
66' Quagliarella ha dato in effetti vivacità all'attacco. Innesca un'azione offensiva sulla destra e sull'angolo conseguente trova una mezza girata potente: salvataggio sulla linea.
70' Stoch in contropiede sbaglia il colpo del k.o. calciando d'esterno dopo essere rientrato bene. Se avesse atteso altri 14 minuti mi avrebbe servito su un piatto d'argento una battuta così brutta che devo dirla: Stoch '84.
72' Chiellini fa il capolavoro in scivolata su Hamsik, quasi in area piccola.
73' L'azzurro si rifà subito: sviluppi dell'angolo e pallone calciato al volo dentro l'area, Vittek lo anticipa e l'Italia è praticamente fuori: Slovacchia 2 - Italia 0.
Nel calcio però nulla è scritto. Pensate a Milan-Liverpool: da 3-0 a 3-3. E ora pensate alle mille altre volte in cui da 3-0 è rimasto 3-0.
75' Pepe impreziosisce la sua gara con un'ammonizione. Meritava il rosso, ma l'arbitro stavolta dà una mano agli slovacchi.
79' Quagliarella è come Fini. Fascista? Non so, però porta scompiglio a destra: fa fuori 2 uomini, triangolo con Iaquinta e tiro. Respinta corta, Di Natale insacca la rete che riapre la gara.
80' Quagliarella si getta dentro la porta per recuperare il pallone e accelerare il gioco. Un'idea che di solito produce l'effetto contrario, per via della rissa col portiere ne scaturisce. E infatti l'attaccante partenopeo riceve il jab di Mucha e si perdono minuti preziosi.
82' Pirlo si rifiuta di passare la palla a chiunque e ne ha tutte le ragioni.
85' Azione italiana sulla sinistra, palla in mezzo al limite dell'area piccola e Quagliarella insacca di piatto, ma è fuorigioco. Mia mamma urla.
88' Occasione per Di Natale che non riesce a controllare col tacco. Col cazzo, che riesce a controllare.
89' La Slovacchia si distende in avanti e guadagna una rimessa in zona avanzata.
Palla buttata in area, il neo-entrato Kopunek si infila indisturbato tra 4 e scavalca Marchetti.
Rete da fallo laterale: da giugno nei migliori oratori.
92' Quagliarella fa con il destro ciò che a suo tempo fece la madre della Bellucci: una cosa meravigliosa. Tocco sotto da 20 metri, il portiere slovacco sfiora soltanto e la palla è dentro.
93' Sceneggiata del portiere slovacco sul contrasto di Chiellini.
96' Rimessa in gioco di Chiellini: è un cross sul secondo palo, la posizione è ottima per il tiro. Ma il tiro è di Pepe, che chiude col mondiale e con la nazionale sparando fuori di destro.
Lippi sfoggia l'usuale umiltà, rientrando nello spogliatoio a deglutire la boria senza concedere interviste.
Dopo la terza partita del girone, l'Italia è fuori. E visto il gioco, avrebbero dovuto cacciarli prima.
Ma non fatene un dramma. Prendete per mano la vostra ragazza stasera, uscite all'aperto e guardate il cielo. E mentre alzate lo sguardo, attratti da quel bagliore lontano, ricordate che non è la luna. E' il sorriso di Cassano.
Primo tempo
L'Europeo dell'Italia comincia allo Stade de Suisse di Berna, contro l'Olanda allenata da Marco Van Basten.
Arbitro dell'incontro, a sorpresa e in incognito, Claudio Baglioni.
Claudio Baglioni: in concerto e nelle vesti dell' arbitro Frojdfeldt
Donadoni scioglie l'unico vero dubbio: De Rossi in panchina e dentro Ambrosini. Bravo ad interdire, grande personalità in fase di impostazione, tiro eccezionale; scelta quasi obbligata, se queste non fossero le caratteristiche di De Rossi.
Ambrosini ha comunque qualcosa da insegnare al romanista sui colpi di testa e, in misura maggiore, sui colpi di sole.
Gli azzurri partono forte con Di Natale; discesa elegante sulla destra, sguardo in area e cross: tutto perfetto se l'unico compagno, LucaToni, non si trovasse 5 metri dietro.
Dal canto suo, l'Olanda si fa notare nella metà campo avversaria con un accostamento maglia-calzettoni quanto mai imbarazzante.

Al sesto minuto anche per altro: Sneijder trova un tunnel di confusione su Gattuso e appoggia fuori per Van Nistelrooy; il destro si schianta su Barzagli, che confeziona così il miglior intevento della sua partita.
Tra il 9' e il 10' magia di Gattuso: ara dapprima la caviglia di Van der Vaart e poi quella di Van Nistelrooy cavandosela senza giallo. Sneijder, innervosito dal comportamento del milanista, spara la seconda punizione sui glutei di Ooijer, piuttosto infastidito.
L'Italia prova quindi a ripartire ma è fermata dal recupero di Van der Vaart, che dopo una manche tra i paletti azzurri con ottimo intertempo prova il diagonale: Buffon è campione del mondo e blocca a terra.
Poco più di un minuto e risposta azzurra sulla destra: combinazione Panucci-Camoranesi e palla scaricata fuori per Gattuso. Anch'egli è campione del mondo e trova un cross quasi morbido, considerando il suo sinistro: Toni cerca l'incrocio sul secondo palo con un colpo di testa in torsione, senza fortuna.
La torre azzurra avrebbe fatto meglio ad assecondare in parte il premier in carica, cercando il ponte nello stretto per l'accorrente Di Natale, solo al limite dell'area piccola.
A questo punto è opportuno ascoltare la prima profezia di Salvatore Bagni (clicca per ascoltare).
Impariamo in questa circostanza che l'Olanda schiera Van Broscov al posto di Van Bronckhorst.
Minuto 17 e lancio dalla destra per Kuyt; questi evita Zambrotta col primo tocco e serve con una verticale perfetta Van Nistelrooy, solo davanti a Buffon.
Il 9 orange salta l'estremo difensore e viene toccato; Inzaghi sarebbe già a terra urlante ma Ruud resiste, anche se il contatto non gli permette di calciare: cross respinto in qualche modo.
Devono passare altri 5 minuti ed ecco un accenno di reazione da parte italiana: Ambrosini guadagna un calcio di punizione sulla tre quarti avversaria, lancio lungo di Pirlo e Toni, purtroppo alto solo 196 centimetri, riesce appena a sfiorare la sfera.
Punizione quasi speculare calciata poco dopo da Van Broscov; Materazzi prolunga in calcio d'angolo evitando un colpo di testa a 30 cm dalla riga di Van Nistelrooy.
Si arriva al minuto 25, con punizione per l'Olanda molto decentrata sul lato destro della tre quarti offensiva. Van der Vaart prova il tiro-cross sul secondo palo; Buffon esce, smanaccia, scaraventa via a manate in testa Panucci che lo ostacola e rientra tra i pali.
Col difensore azzurro a terra oltre la linea di fondo, il pallone è toccato da Mathijsen per Sneijder, che colpisce di prima. Il tiro cross mancino sfiora i piedi di tre difensori azzurri senza che questi, forse intimoriti dal giro di vite promesso dal premier in carica1, tentino di intercettare: pallone che prosegue dunque la sua corsa fino al piattone destro di Van Nistelrooy, per il vantaggio orange.
Proteste azzurre. Il realizzatore è però tenuto in gioco, secondo il guardalinee e il regolamento, da Panucci, la cui posizione è da considerarsi sulla linea di fondo. LucaToni si guadagna un'ottima ammonizione indicando il replay dell'azione sul maxi-schermo e cantando all'arbitro “Strada facendo vedrai”.
Il capocannoniere della Bundesliga prova a rifarsi con un doppio dribbling incredibilmente riuscito, venendo poi bloccato in seconda battuta.
1Che non nominerò in modo da favorire il dialogo e fargli così vincere più agevolmente le prossime elezioni
30'. calcio d'angolo di Pirlo, quasi auto-rete, palla respinta sulla riga e contropiede olandese condotto da Van der Vaart che apre largo sulla sinistra per la percussione di Van Broscov.
Cambio di gioco su Kuyt, il quale fa l'unica cosa possibile quando si riceve un pallone alto sul lato corto dell'area di rigore e c'è un solo compagno nei paraggi, al centro dell'area avversaria: sponda in mezzo.
Lo capiscono tutti a parte la difesa italiana, con tentativo tardivo e disperato di chiusura da parte di Di Natale (!) e di Buffon in uscita; il numero uno chiude lo specchio a Sneijder, che riesce però a superarlo con una girata rapida sul primo palo. Olanda 2 Italia 0. Un risultato a dir poco inatteso, soprattutto alla luce delle parole del profeta (clicca per ascoltare):
Donadoni si consulta con il suo secondo per capire se il regolamento consenta di far entrare Cannavaro al posto di Barzagli, Materazzi, o se possibile, entrambi, ma deve arrendersi.
L'Italia prova a reagire: cross di Camoranesi e girata dD Natale, Van der Sar blocca senza difficoltà.
Al 35' ammonizione per Zambrotta, forte di una bella tradizione contro l'Olanda; stavolta il merito è di Materazzi che lancia Kuyt sulla fascia con un interessante sinistro, costringendo il laterale al fallo tattico.
L'Italia tenta ancora di spingere sulla destra, dove Camoranesi lascia crossare Gattuso: questo non è bene e Van der Sar blocca infatti in presa alta.
Il rinvio è conquistato dalla difesa italiana; palla per Ambrosini che a 31 anni e con due reti da recuperare opta saggiamente per tentare il primo colpo di tacco della sua carriera: palla restituita all'Olanda.
Bisogna arrivare al 42' per trovare Van der Vaart che taglia il campo con un filtrante rasoterra: Van Nistelrooy è davanti a Buffon ma il tiro è precipitoso e respinto di piede in angolo.
Chiude la frazione l'Italia, con Di Natale che controlla un lancio di Gattuso e prova il tiro dal limite, consegnando il pallone ad un tifoso appostato dietro la porta.
Secondo tempo
Si comincia, ebbene sì, con lo stesso risultato con cui si è finito. Ma nulla di cui preoccuparsi (clicca per ascoltare).
48'. Di Natale capisce che il modo più efficace per andare in porta è saltare tutti gli avversari, ma al 3° deve arrendersi e toccare indietro.
L'Olanda risponde con un passaggio al limite dell'area verso Van Nistelrooy che anticipa netto Materazzi; Marco è però campione del mondo e lo manda a terra con un calcio in rotazione sotto il ginocchio di pregevole fattura, senza che l'arbitro se ne avveda.
Passano due minuti e Gattuso trova finalmente l'ammonizione cercata per tutto il primo tempo.
53'. Pirlo e Zambrotta rimembran d'esser anche loro campioni del mondo; gran lancio del regista arretrato e Zambrotta può sbeffeggiare Kuyt: lo salta con l'esterno destro sul fondo, rientra e scarica d'esterno non troppo lontano dall'incrocio sul secondo palo. Van der Sar immobile, come natura vuole.
Un minuto e Materazzi lascia il posto a Grosso; a seguire De Jong rimedia l'ammonizione per un fallo su Ambrosini e Toni prova ad entrare in area con 2 giocatori appesi alla maglia senza ottenere il fallo: normale amministrazione, insomma.
Minuto 61: Gattuso inventa un delizioso retropassaggio d'esterno che quasi lancia in porta Van Nistelrooy.
L'Italia preme ma in maniera confusa: Grosso fa 40 metri di campo in circa 3 secondi ma trova la respinta della difesa sul suo tentativo di traversone.
Poco dopo tocca allora a Pirlo guadagnare un calcio di punizione quasi sulla linea laterale, a 30 metri dalla porta; sistema con cura il pallone, guarda in mezzo e poi tira con nonchalance una sassata che esce di poco. Van der Sar si esibisce nella classica espressione del portiere che ha calcolato la palla fuori ma si è in realtà defecato negli slip.
Al 65' il neo entrato Del Piero prova subito l'interno sul secondo palo, Van der Sar blocca.
Ancora Del Piero taglia fuori due avversari con un gran controllo e prova la soluzione a girare dalla sua zona preferita, con la palla che si perde di poco sopra la traversa. A memoria non ricordo un suo goal in A dalla zona Del Piero negli ultimi 5 anni; potrebbe quindi essere utile calciare da zone altrui.
Passa un minuto e l'autore del primo goal, Van Nistelrooy, lascia il posto al possibile autore del terzo, Van Persie.
L'Italia opera l'ultimo cambio, Cassano per Camoranesi. Buffon vuole sempre migliorare e si esercita nel dribbling mandando a vuoto Van Persie.
Passano venti secondi e il genio di Bari vecchia trova un lancio millimetrico per Toni; solo davanti a Van der Sar Luca opta per un pallonetto mancino che termina appena alto (circa 7 metri) sopra la traversa.
Van Basten inserisce Heitinga al posto di Bouhlaoruz.
Pirlo lancia da una trentina di metri pescando alla perfezione Grosso: difensore evitato con stop a rientrare e sinistro forte ma non angolato che Van der Sar respinge.
Passa un minuto, Del Piero si guadagna un calcio di punizione oltre i 20 metri e chiede a Pirlo di lasciarlo battere. Andrea risponde che può farlo a fine partita nei viali vicino allo stadio, prende il pallone e calcia una fucilata velenosa su cui Van der Sar, che è campione d'Europa, fa un'ottima figura.
L'Olanda si slancia in contropiede: Van der Vaart per Van Broscov, di prima al centro per Kuyt: tiro respinto da Buffon sull'esterno, Kuyt recupera e mette in mezzo per il colpo di testa vincente di Giovanni Van Broscov. Nell'occasione Barzagli marcava Van Basten.
Olanda 3 Italia 0.
Dopo aver scodellato il traversone della terza rete, Kuyt lascia il posto ad Afellay. C'è tempo per una punizione di Grosso da cui ci sarà da imparare per il prossimo 6 nazioni e per una percussione di Afellay imbeccato dal lancio di Van der Sar: lato corto dell'area di rigore, doppio passo e splendido destro ad incrociare. Buffon è campione del mondo, ma è il lato alto della traversa, che non lo è, a respingere il tiro dell'esterno olandese.
Minuto 88: Van Persie irride Barzagli e un altro paio di difensori (ma più Barzagli) e conclude con un sinistro potente di poco fuori oltre il secondo palo.
Si arriva alla fine con tre minuti di recupero e senza nulla di rilevante da segnalare.
Italia traballante in difesa, con Buffon migliore in campo ed ultima nel girone: le speranza di qualificazione rimangono tuttavia intatte grazie all'orrido pareggio pomeridiano tra Francia e Romania.
Primo tempo
Ritorno dei quarti di finale di Champions League, si affrontano Manchester United e Roma.
Scarsa la considerazione di Ferguson nei confronti dei giallorossi: dopo aver parlato di semifinale contro il Barcelona in conferenza stampa, lascia fuori Ronaldo e Rooney. Non ci si può tuttavia lamentare dei sostituti Giggs e Tevez, se non per le inquadrature sul viso di quest'ultimo.
Da segnalare la grande delusione per i fan dei Looney Tunes: l'assenza del capitano romanista impedisce di vedere insieme dal vivo Totti e Sylvestre.
Primi sei minuti di gara che offrono situazioni poco ragionate: Mancini trova un ottimo colpo di tacco per mandare Cassetti al cross di sinistro; sull'altra sponda Park sceglie di servire Tevez, la cui somiglianza con Maradona è evidente anche e soprattutto nell'altezza, con una palla alta in area.
Tornando alla cronaca, è il nono minuto quando un corner di Giggs trova inspiegabilmente solo Brown: girata di testa sopra la traversa.
Diavoli rossi insistenti e combinazione Tevez-Giggs; il gallese temporeggia e trova un filtrante delizioso per Hargreaves, che davanti a Doni conclude da par suo: addosso al portiere.
La Roma soffre la velocità degli avversari ed è addirittura costretta a giocare a più di 3 tocchi, cosa che fa infuriare Spalletti.
13': De Rossi di forza in area, il rimpallo è favorevole a Vucinic; Mirko stranamente non rientra e scarica il destro, respinta di ginocchio di Van der Sar1.
L'azione prosegue e Mancini, ricordando le qualità del portiere olandese, prova un tiro dei suoi2 senza fortuna.
Sedicesimo minuto: Tevez servito in velocità sulla destra, cross lungo sul secondo palo per Giggs e sinistro su cui Doni respinge ancora.
22': Giggs lancia con il cantaGiro per Hargreaves in mezzo all'area romanista: Juan miracoloso in scivolata. Roma finora evanescente; non passa nemmeno un minuto e su cross arretrato dalla destra rasoterra d'incontro di Nani con risposta ancora sicura di Doni.
Minuto 28: De Rossi per Vucinic, sventola dalla distanza di destro e Van der Sar respinge come sa: male e centrale, ma la difesa allontana.
Recupera il pallone Mancini, punta Brown, entra in area e subisce il furbesco intervento del difensore: scivolata inutile ed è rigore per la Roma.
Se ne incarica De Rossi, che sceglie la soluzione di potenza; la trova, ma si scorda della precisione e la palla è sopra la traversa.
33': Roma che prova a scuotersi. De Rossi serve Panucci, lancio lungo che trova la sponda di Vucinic per la conclusione di Perrotta dal limite, fuori.
Passano sei minuti e la discesa di Giggs semina il panico a sinistra, cross molto alto e Cassetti chiude in calcio d'angolo.
40': Brown, sempre positivo stasera, infila con forza le ginocchia tra le vertebre di Vucinic mentre questi tenta di addomesticare il pallone: montenegrino a terra.
43': Cassetti si ostina a crossare da lontanissimo con il piede sbagliato, e deposita ancora una volta tra le braccia di Van der Sar. Al vecchio Trafford si va a riposo a reti inviolate.
Secondo tempo
Calcio d'angolo di Giggs, Piquè sfiora ma non riesce a colpire, forse tradito dalle gomme.
47': Carrick si getta a terra e riceve la sassata di Mancini sul costato.
48': L'arma più pericolosa della Roma è Van der Sar. Vucinic lo sa: controlla e prova il rasoterra da 25 metri, palla che sfugge al portiere e Cassetti sfiora il tap-in.
50': Tevez per Park, controllo del coreano che regala a Juan la possibilità per l'ennesima buona chiusura. Il calcio d'angolo conseguente vede la difesa giallorossa ignorare ancora Piquè, che forse appesantito da un carico eccessivo di carburante, non conclude.
Passano tre minuti e Cassetti crolla a terra sulla pressione di Carrick, tenendosi la spalla come in uno dei più drammatici episodi di un famoso cartone giapponese. Tevez scaglia il pallone fuori per permettere i soccorsi, Cassetti esce dal campo e lascia il posto a Tonetto.
La Roma guadagna un giocatore mancino a crossare da sinistra e il primo traversone pesca ottimamente Taddei: Rio Ferdinand respinge a corpo morto in angolo.
Corner ben battuto e Van der Sar è ossimoricamente bravo a bloccare sulla zuccata di Juan.
Si torna alla normalità al 68' con un altro cross di Tonetto e portiere olandese che blocca ma cade fuori dal campo. Il corner è battuto corto, altro traversone teso dell'esterno romanista e Juan, poco convinto nell'azione, non corregge in rete a porta spalancata. Sembrerà incredibile, ma da quando sulla sinistra c'è un mancino, la qualità delle palle in area è migliorata3.
La partita si chiude al settantesimo: Heargraves a destra sulla trequarti e palla dentro quasi rasoterra per la testa di Tevez; grande avvitamento dell'argentino e la Roma saluta per il secondo anno ai quarti. Dopo il 2-0 dell'andata, Manchester avanti di una rete anche nel retour-match.
72': Perrotta guadagna l'ammonizione per un intervento inutile su Park a centrocampo.
Passano 60 secondi e il Manchester sostituisce Giggs e Carrick con Rooney e O'Shea. O chi? O'Shea.
Partita che cala d'intensità e da segnalare ci sono soltanto ulteriori cambi, Neville per Anderson e Esposito per Taddei, quando mancano meno di 10 minuti al temine.
Sussulto a due minuti dalla fine: filtrante per Park in fuorigioco non segnalato, ancora Doni ad evitare il peggio con un'uscita a pelo d'erba.
E' l'ultimo episodio da ricordare: il Manchester porta a casa vittoria di misura e qualificazione.
Primo tempo
Inizio morbido per la finale mondiale, con tocchi a centrocampo degni di una partita Allievi del campionato abruzzese. Henry ravviva subito il match, fracassandosi una tempia contro l'omero di Cannavaro e crollando a terra svenuto. Le malelingue parlano di scorrettezza, ma è certo da escludere un intervento intenzionale del nostro capitano, responsabile di sole 2 fratture nell'ultima serie A.
Le telecamere Rai indugiano sul volto di Domenech, colpito da infarto del miocardio al pensiero di giocare 89 minuti e 25 secondi senza TT, il quale esce dal campo con le sue gambe ma sembra piuttosto scosso.
Per fortuna del tecnico, un inserviente della panca francese fa inalare un'intera fiala puzzolente all'attaccante dell'Arsenal, che continua a non capire bene cosa sia successo ma fa il suo ritorno in campo dopo poco più di 3 minuti.
In tempo per gustarsi l'ammonizione di Zambrotta, che è noto per saper gestire bene le partite importanti: in Italia-Olanda del 2000 si fece espellere per 2 interventi di rara scaltrezza, e concede il bis sul proscenio mondiale con un'ammonizione straordinaria, falciando Vieira a pochi metri dalla porta. Intervento tatticamente ragionevole, se non fosse che la porta è quella di Barthez. Domenech comincia ad averne i testicoli colmi, e sono passati esattamente 5 minuti.
Punizione battuta con una sventagliata in avanti prolungata da Henry verso Malouda, che entra in area, vede arrivare Materazzi, capisce che è fatta e si butta a terra urlando.
L'arbitro non vede nulla, ma conoscendo Materazzi si affida alla statistica ed assegna il rigore. La moviola dimostra che Marco parte in effetti per operare in artroscopia Malouda, ma prima di impattare ci ripensa, ritrae la gamba e saltella su quella d'appoggio, evitando del tutto l'intervento. Mentre vi dico questo, Zidane è già sul dischetto e opta per il cucchiaio: traversa e palla dentro di 1 metro.
Numerose ricerche dimostrano che nel secondo e mezzo che la palla trascorre tra la traversa e il suolo della porta azzurra, la mortalità negli ospizi francesi raggiunge un picco del +35% rispetto alla media. 7° minuto e FranciaunoItaliazero.
Lippi predica calma, e la reazione azzurra infatti è composta, con Materazzi che cerca l'autogoal con un imperioso stacco di testa al nono: è un segno. Intanto la regia Rai entra nella storia, mostrando il replay del rigore di Zidane circa 14 volte, l'ultima delle quali da una microcamera inserita nel retto di un'aquila ingaggiata per circa 250.000 euro.
La reazione dell'Italia come detto è composta, a differenza della frattura che rischia Grosso per un intervento da manovale di Sagnol : giallo anche per il francese dalla testa quadrata.
A seguire calcio d'angolo procurato da Camoranesi, che invita Pirlo ad andare in battuta: di fronte ai tentennamenti del bresciano l'italianissimo Mauro German lo prega di non fare il babbeo, e Andrea va finalmente sulla bandierina.
Cross alto, Materazzi fa in tempo a complimentarsi con Vieira per la sua scelta di marcarlo lasciandoselo alle spalle prima di incornare in porta senza difficoltà, con Biglia Lucente che rimane furbescamente a metà strada tra l'uscita e la linea di porta, immobile. Al ventesimo, uno pari.
Fasi confuse dopo il goal, lampo di Totti al 24esimo, quando tocca il suo primo pallone e lo perde facendosi scaraventare a terra da Henry: sarà la sua azione migliore in questa finale.
Al 27esimo nuovo angolo, Vieira e Boccia Lucida dimostrano ancora la loro arguzia, facendo staccare di nuovo Materazzi con palla respinta a porta vuota, ma fischio successivo per una presunta irregolarità del 23 italiano.
La partita è confusionaria ma ha ritmo: al 29esimo Totti calcia una punizione dai 30 metri sui piedi della barriera, ed è un'altra delle cose migliori della sua partita, tra le 5 fatte.
La Francia cerca di reagire alla pressione, e alla mezz'ora Malouda effettua un retropassaggio a Buffon camuffandolo da sinistro a girare.
L'Italia capisce che il calcio d'angolo è l'azione più efficace, e al 35esimo ci pensa Toni a guadagnarsene uno. Pirlo ripete esattamente lo stesso cross delle occasioni precedenti: Vieira non ci sta e marca stretto Materazzi, dimenticandosi di Toni che salta da solo e colpisce benissimo. La traversa si dimostra più reattiva di Barthez e devia sopra sé stessa.
Si tergiversa fino a fine tempo, con un solo brivido al 44esimo, quando Totti insiste a calciare da metà campo sui piedi della barriera il terzo pallone toccato. Duplice fischio al 47esimo, Italia uno Francia uno.
Secondo tempo
Batte la Francia ed Henry decide di verificare di essersi ripreso dal tamponamento con Cannavaro: salta allora 6 uomini in circa 5 secondi di progressione, prima di appoggiare con gentilezza tra le braccia di Buffon.
Nel corso della stessa azione, Zambrotta dimostra di aver imparato la lezione, e mentre Malouda è a terra gli accarezza la nuca con il ginocchio sinistro, fingendo però di guardare da un'altra parte.
Si riprende, e al 4° minuto è ancora calcio d'angolo: schema identico a quello del goal di Toni all'Ucraina, Vieira non capisce nulla ma per sua fortuna Cannavaro gli gira il pallone sulla nuca, con Barthez di sasso.
30 secondi ed è ancora Henry, stufo di aspettare un assist decente, a saltare altri 6 avversari e sprecare tutto con un assist improbabile. Angolo susseguente, cross arretrato di Zidane e preciso destro di Ribery che termina fuori dallo stadio. Lo stadio di Stoccarda.
La Francia prende coraggio, Henry riceve da Malouda e cerca di far sedere Cannavaro con una finta: Cannavaro si siede volentieri e lo irride togliendogli il pallone da terra.
I galletti sono comunque convinti: Ribery sulla fascia, palla a Zidane, da lui a Malouda: Zambrotta, che segue una particolare dieta a base di fosforo, lo sgambetta in piena area rischiando il rigore e la propria vita al rientro in Italia. Elizondo ci grazia.
Decimo minuto, stiramento per Vieira e dentro Diarra, tatticamente tutto invariato. Cinque minuti dopo, De Rossi e Iaquinta rilevano Totti e Perrotta, tatticamente invariato anche per noi, ma grazie all'uscita di Totti ora giochiamo in undici.
Al 16esimo Italia in avanti, lancio a spiovere di Grosso e Toni inventa il goal più bello del mondiale, annullato per un fuorigioco di centimetri.
Un minuto più tardi filtrante francese per Henry, che dimostra di non aver smaltito del tutto l'infortunio provando a beffare Buffon sul suo palo.
Di minuti ce ne vanno altri 13 per vedere qualcosa di interessante, ed è un mani di Toni in area francese.
Trentunesimo, Diarra infila il gomito nell'orecchio di Toni ed è punizione da circa 25 metri. Barthez stranamente si muove, ma la punizione di Pirlo termina di un metro a lato.
Altri 4 minuti, e mentre lo spettro dei supplementari comincia ad ululare e sferragliare catene, Zidane cade a terra e chiede il cambio, provocando nuovi sussulti al cuore già provato di Domenech. Il ct francese finge di non capire e ricorda al suo capitano che Holly ha giocato almeno 20 puntate con una spalla fracassata, quindi per altri 10 minuti lui può resistere. Zizou non è convinto ma rientra accolto dal boato della folla.
Il livello di gioco nel secondo tempo è quello di un Cesena-Pisa dei primi anni '90, e l'unica cosa da annotare è un timido tentativo di rinuncia al catenaccio, con Del Piero dentro per Camoranesi a 5' dal termine.
Elizondo ha pietà degli spettatori e dopo 120 secondi di recupero spedisce nuovamente al riposo le squadre: l'ectoplasma dei supplementari avrà la sua mezz'ora di gloria.
Primo tempo supplementare
Nulla da segnalare fino al quinto minuto, quando Malouda riesce prima a saltare in tunnel Cannavaro e poi ad assestare una gomitata a Gattuso, intervenuto a fermarlo in seconda battuta. Lo stadio ammutolisce presagendo la tragedia imminente, ma il centrocampista azzurro crede all'involontarietà dell'intervento.
La partita si trascina: Francia che fa girare la palla con Zidane e accelera con Henry e Ribery, Italia che fa girare gli uomini per controllare Zidane e quando può lancia in avanti sperando in Barthez.
E' proprio Ribery a dare una scossa al match al nono. Riceve palla da Makelele, finta sul diretto marcatore e effettua un passaggio filtrante per Henry; quest'ultimo chiude in qualche modo il triangolo prima che Cannavaro lo faccia decollare con un preciso tackle, consentendo ancora a Ribery di controllare, entrare in area e poi colpire di punta esterna: palla di poco a lato.
Le telecamere indugiano sul volto affranto del 22 francese, Domenech si accorge del brutto spettacolo e dopo pochi secondi il cambio Ribery-Trezeguet è cosa fatta. Nell'immediato la sostituzione non cambia l'inerzia del match, ma consente perlomeno a tutti i commentatori del globo di portare una iattura terrificante ricordando il golden goal di David agli europei del 2000. Iattura che sembra concretizzarsi quattro minuti dopo: Zidane irride Gattuso e Del Piero nella metà campo francese, la Francia si distende in avanti e serve ancora il proprio capitano: questi irride nuovamente Gattuso e tocca largo per Sagnol. I tifosi azzurri tirano un sospiro di sollievo pensando ai piedi del terzino francese, ma vengono smentiti: cross teso e preciso in area, colpo di testa di Zidane e risposta prodigiosa in angolo di Buffon, che si guadagna così un processo di beatificazione più rapido di Wojitila.
Corner senza esito, e 120 secondi dopo fine del primo supplementare.
Secondo tempo supplementare
De Rossi a terra dopo 37”, Domenech sfrutta la pausa forzata per pensare all'ultimo cambio: fuori Henry, dentro Wiltord.
L'episodio clou della finale arriva al terzo minuto, quando, a palla lontana, Zidane abbatte Materazzi con un preciso colpo di testa sullo sterno. Diverse le ipotesi sulla frase che avrebbe scatenato la furia di Zinedine, ma due le più accreditate:
1) Materazzi avrebbe fatto notare che la cura Agricola ai tempi della Juve, seppur efficace per i muscoli, deve avere avuto qualche effetto collaterale sulla capigliatura;
2)Materazzi, come un abile fantasista della parola, avrebbe unito in una sola frase gli elementi “Sorella di Zidane”, “Cavallo” e “Sesso Anale”.
Quale che sia la verità, la testata costa l'espulsione a Zidane, anche se solo grazie alla prova tv (peraltro non utilizzabile da regolamento), vista la lontananza di Elizondo e la cecità del guardalinee di destra.
La Francia non si scompone e continua a non far vedere il pallone agli Azzurri: la supremazia non si traduce però in occasioni da rete, e giunge quindi inevitabile il momento della lotteria dei calci di rigore.
Calci di rigore
Primo rigore
Pirlo
Checché ne dica Mazzola (il quale sostiene in preda ad allucinazioni che Barthez abbia intuito la traiettoria) portiere francese a terra a destra, palla in rete alta e centrale.
Italia 2 – Francia 1
Wiltord
Il simpatico Sylvain restituisce subito la cortesia a Buffon, con un piatto tranquillo che spedisce il numero uno azzurro dal lato opposto: parità ristabilita.
Italia 2 – Francia 2
Secondo rigore
Materazzi
Materazzi va sul dischetto sommerso dai fischi dei tifosi francesi, ma nulla può scalfire la serenità del rigorista che ha di fronte Barthez: palla in rete alla sinistra del portiere transalpino.
Italia 3– Francia 2
Trezeguet
Trezeguet spiazza di netto Buffon ma non la traversa, che rimane impassibile e respinge senza difficoltà. Il fantasma de la Sodomie comincia a volteggiare dietro le schiene dei giocatori francesi, ben più pericoloso di quello dei supplementari.
Italia 3 – Francia 2
Terzo rigore
De Rossi
De Rossi ha già utilizzato il bonus idiozia facendosi espellere per una gomitata inutile a McBride nel corso del girone eliminatorio. Decide saggiamente di non reiterare, e indirizza con tutta calma una fucilata sotto l'incrocio.
Italia 4– Francia 2
Abidal
Mentre di solito è più Insuperabile del tonno (pur senza olio d'oliva), sui rigori Buffon viene spiazzato da chiunque, ed Abidal non ha troppe difficoltà nel mettere a segno il terzo goal francese.
Italia 4– Francia 3
Quarto rigore
Del Piero
Pinturiano ricorda di aver già regalato un Europeo ai cari vicini d'Oltralpe, e ricorda anche la fine che i tifosi riservarono alla sua auto. Decide quindi di evitare gesti avventati e spedisce il pallone in fondo al sacco di destro.
Italia 5 – Francia 3
Sagnol
Buffon, forse narcotizzato da un infiltrato francese alla fine dei supplementari, riesce a farsi spiazzare addirittura dal terzino dal viso spigoloso: la Francia si aggrappa all'ultimo rigore azzurro.
Italia 5– Francia 4
Quinto rigore
Grosso
Grosso posiziona con calma sul dischetto il pallone che vale una vita ed una carriera. Una responsabilità grande come un macigno, finché il suo sguardo non si alza ed incrocia quello di Barthez: decisamente sollevato, il suo sinistro non perdona.
Italia 6, Francia 4.
Dopo i primi due successi targati Duce, il terzo post-calcio scommesse, ecco il quarto sigillo post(?)-Calciopoli: “Ah, les italiens...”
Primo tempo
Partita importante per le sorti del girone D, dove lo Shakhtar guida con sei punti, tre in più del Milan. Ancelotti scioglie i dubbi della vigilia preferendo Gilardino ad Inzaghi; Lucescu ha dubbi solo su come si pronunci il nome della sua squadra (Sciactar? Sciactior? Donez? Donetsk?) ma non riesce a scioglierli nemmeno stavolta.
Pochi minuti di studio e Rat trova la rasoiata a pelo d'erba dalla grande distanza: deviazione decisiva di Kalac. Meazza ammutolito: una parata di Kalac?! Anche l'arbitro rimane allibito, tanto da non concedere il giusto calcio d'angolo agli ucraini.
Non commette errori però nell'assegnarlo ai rossoneri sul capovolgimento di fronte: cross delizioso di Pirlo e Gilardino mette in rete senza quasi saltare. Al sesto minuto, il Milan è in vantaggio.
Ancora rossoneri avanti al decimo: cross rasoterra, Pyatov passa il pallone a Kakà che non riesce a trovare la rete.
Tre minuti più tardi combinazione in velocità Kakà-Gilardino-Kakà, cavalcata del brasiliano che poi sceglie l'angolo sbagliato, permettendo la parata dell'estremo difensore avversario.
Improvviso, arriva il raddoppio del Milan: pallone scagliato in mezzo da Seedorf e ancora Gilardino. Il Meazza ammutolito: due goal di Gilardino?! E in meno di 6 mesi, per di più.
Lucescu la prende piuttosto male e procede con la sostituzione punitiva nei confronti del marcatore dell'attaccante biellese.
Lo Shakhtar prova a reagire al doppio svantaggio con una punizione di Lucarelli: troppo lenta anche per Kalac.
Poco dopo, battibecco sulla trequarti ucraina; Gattuso, nervoso per il divieto di telefonare durante le gare di Champions, urla “Life is Now” ad un avversario. La pronuncia è tale da costringere l'arbitro all'ammonizione.
27 minuti e Pyatov serve ancora assist agli attaccanti milanisti, ma Kakà si ostina a non approfittarne.
Tentativi in serie da lontano dello Shakhtar nel quarto d'ora finale; Brandao, Lewandowski e Rat non riescono però a trovare il varco giusto.
Al 41esimo è Seedorf a condurre un contropiede perfetto, macchiato dalla scelta di servire Oddo: esterno destro fuori di 3 metri.
Sembra che il primo tempo possa concludersi così, ma al 46esimo Kakà si invola e viene scaraventato a terra: l'arbitro non ha intenzione di ritardare il suo the di metà gara per espellere un giocatore, e si va al riposo in parità numerica.
Secondo tempo
Al quarto minuto Kakà sfonda a sinistra, si attira addosso il portiere e serve in mezzo Gattuso: palla lenta e Ringhio cade nel tentativo di toccare in rete di sinistro.
Sul capovolgimento di fronte, Oddo si dimostra più abile nell'assist che nel tiro, servendo però Brandao: Kalac respinge e Lucarelli piazza il pallone in fondo al sacco. Vantaggio dimezzato e Shakhtar che ritorna in partita.
Per variare, al nono Kakà opta per sfondare a destra, ma non ha imparato dai propri errori: rasoterra arretrato ancora per Gattuso, il cui piatto sporco viene respinto dalla difesa.
Passano 2 minuti e Fernandinho prova una cannonata di esterno sinistro, Kalac respinge.
17esimo: Kakà va nuovamente via, si porta a spasso un avversario per qualche metro, lo adagia a terra ed entra in area; 20 secondi guardando in mezzo, poi quando l'acuto Pyatov ha abboccato per bene, tiro d'interno. Il pallone trova l'interno del palo lontano e viene poi allontanato in angolo.
Pallone lungo di Pirlo dalla bandierina, stop di Seedorf e sinistro a incrociare: palogoal e treauno al diciottesimo della ripresa.
Gli ucraini, che sarebbe più corretto definire romeni-polacchi-brasiliani-italiani, hanno difficoltà a reagire.
Il Milan ne approfitta: pallone calciato da Pirlo su corner, Pyotov prolunga per Seedorf e questi ricambia mettendoglielo alle spalle. Per fortuna dell'estremo difensore, visto che di Seedorf stiamo parlando, si tratta del pallone: quarto goal rossonero.
Lucescu, pietrificato in panchina, realizza che gli unici ucraini che ha messo in campo gli stanno costando la partita.
I venti minuti che mancano al fischio finale trascorrono placidamente, con Kakà e Seedorf che si accordano per tirare in porta solo d'esterno e/o in pallonetto. Il gentlemen's agreement salva quel che rimane della dignità sportiva di Pyotov, e il match si chiude sul risultato di 4-1: verdetto giusto e situazione di parità in testa al girone.
Primo tempo
Quattro errori gratuiti tedeschi in avvio e punizione per l'Italia all'altezza della trequarti offensiva. Totti dimostra grande lucidità e sceglie come sempre la soluzione più semplice, un tiro d'esterno da 38 metri che persino Lehmann blocca con sicurezza.
Passano 10 minuti ed ecco il primo guizzo azzurro, ancora con Totti che apre in diagonale: Perrotta prolunga sulla sinistra, Grosso controlla e cerca vanamente con lo sguardo Toni, incespicato in maniera goffa dietro di lui. Con l'unico compagno alto più di 178 centimetri fuori area, non potendo crossare per Materazzi 65 metri più dietro o per sé stesso, Grosso opta a malincuore per un rasoterra verso l'italianissimo Camoranesi, anticipato facile da Lahm.
Pochi attimi ed è corner per l'Italia: Toni ne approfitta giustamente per legarsi una scarpa fuori dal campo, e l'angolo viene battuto senza il nostro miglior saltatore. Palla verso il palo lontano, Lehmann tenta l'anticipo ma scivola a terra spalancando la porta: in una frazione di secondo il numero uno ha il tempo di osservare il film della propria vita, salvata a sorpresa dall'anticipo di Mertesacker.
La Germania risponde con una trama veloce rasoterra conclusa da Podolski, che si libra all'indietro con ottima carpiatura mentre scarica un sinistro rabbioso contro l'impassibile Cannavaro.
Ancora la Germania avanti al quindicesimo: Ballack grida a Pirlo “Milano Marittima” e questi, convinto di essere in discoteca con Vieri, quasi d'istinto alza il gomito intercettando in piena area il palleggio dello stesso Ballack.
L'arbitro non si accorge di nulla e Totti replica con una buona discesa e lancio al bacio per Perrotta; controllo a in-seguire e conclusione debole tra le braccia dell'estremo difensore teutonico.
Tedeschi in affanno sulla circolazione di palla avversaria ma bravi con la sfera tra i piedi: al ventunesimo cross teso di Kehl e Podolski fa pratica per il Sei Nazioni con una calcio tra i pali ad una ventina di metri di altezza.
Otto minuti e Camoranesi si fa beffe di Lahm a sinistra prima di venire abbattuto: punizione rasoterra di Pirlo e Totti brasa il quadricipite di Klose con un violento destro da due passi.
Ancora Italia avanti: grazie all'abilità dell'ipnotista di Casa Azzurri, Grosso è convinto già dai quarti di essere Maldini, e questo gli consente di irridere Friedrich in tunnel prima di servire un rasoterra perfetto per il piattone di Toni, respinto a corpo morto da Metzelder.
Sul calcio d'angolo Totti ricorda le raccomandazioni di Lippi sul non strafare, e cerca allora un tiro di interno collo sul primo palo: grosso pericolo, in particolar modo per il lobo frontale di Friedrich che allontana di testa.
La Germania fatica a pungere, e gli avversari cavallerescamente vengono in soccorso: è il trentaquattresimo minuto quando Pirlo perde la ragione e chiede a Gattuso di chiudere un triangolo di prima. Il pallone di ritorno è così brutto che Pirlo non riesce ad evitare di consegnarlo ai tedeschi, la cui ripartenza in velocità Klose-Podolski-Schneider porta quest'ultimo a scaricare il destro a fil di traversa.
L'Italia ribatte con Grosso, casualmente a destra: aggancio, palleggio, pallone messo a terra e tunnel a Ballack che lo stende con un preciso tacco sinistro sul femore. Subito dopo il fallo il capitano tedesco si esibisce forse nel suo numero migliore, l'espressione dell'agnello che toglie i peccati dal mondo, specialità in cui rivaleggia alla pari persino con Materazzi.


Punizione di Pirlo senza esito e più nulla da segnalare nel primo tempo, ad eccezione dell'intervento con cui Borowski ara il malleolo sinistro di Totti e si guadagna il primo cartellino giallo del match. Squadre negli spogliatoi sullo zeroazero.
Secondo tempo
Ci vogliono cinque minuti prima di vedere qualcosa: Kehl in verticale, controllo e progressione di Klose che scaraventa via Gattuso e lascia sul posto Cannavaro, ma rivive l'incubo del muro quando Buffon gli sbarra lo specchio in uscita.
Gli unici movimenti azzurri sono in panchina, con Gilardino, Del Piero e Zaccardo in fase di riscaldamento. Il laterale del Palermo è arrivato in Germania circondato dallo scetticismo dei critici, ma ha saputo riscattarsi alla grande sul campo: è l'unico giocatore del mondiale ad aver segnato a Buffon.
Minuto 62, Schneider disorienta Grosso e tocca in area per Podolski, che usa Materazzi come perno e scarica il piatto sinistro: Buffon respinge e per fortuna il pallone giunge a Friedrich, con ovvio tiro fuori dallo stadio.
Nei 10 minuti successivi, la partita oltrepassa il sottile confine che divide la noia dal sonno: la Germania costruisce a centrocampo ma non riesce a concludere; l'Italia è astuta, e prevedendo di non poter concludere evita anche di costruire a centrocampo. Gli episodi più interessanti riguardano Klose, la cui suola sinistra finisce sopra il pallone librandolo in aria a testa in giù, e Borowski, che lascia il posto al dribblomane folle Schweinsteiger.
Lippi risponde quasi subito con Gilardino, che oltre a suonare il violino rileva Toni, sull'orlo di una crisi nervosa dopo il decimo fallo consecutivo fischiatogli contro.
Solo 8 minuti più recupero alla fine degli agonizzanti tempi regolamentari, e Klinsmann gioca la carta Odonkor per Schneider.
84esimo e Italia a sorpresa: Pirlo-Gilardino-Totti, gran palla d'esterno in area per Perrotta, Lehmann potrebbe bloccare a 2 mani, ma opta per gettarsi in modo inguardabile avanti, allontanando di pugno il pallone prima di piazzare la gomitata addosso all'avversario.
A un minuto dalla fine, Camoranesi decide saggiamente di falciare da dietro Kehl a centrocampo, e si guadagna un'ammonizione e la sostituzione con Iaquinta di lì a poco. Tre i minuti di recupero e tempi supplementari.
Primo tempo supplementare
Il neo-entrato Iaquinta difende palla sulla trequarti e un rimpallo fortuito lancia Gilardino: resiste alla carica di Metzelder ed entra in area da posizione laterale, si prende il tempo di lanciare un grosso amo con scritto “cross” al quale Ballack abbocca senza esitare, rientra e conclude di giustezza sul primo palo. Lehmann è in contro-tempo e sarebbe battuto ma l'interno sinistro del legno prima, e la difesa tedesca poi allontanano il pericolo.
I cambi sembrano funzionare ed è ancora Iaquinta a conquistare l'ennesimo calcio d'angolo per l'Italia. Corner calciato ad uscire, palla fuori area dove Zambrotta controlla e scarica un esterno di potenza terrificante. Lehmann è immobile ed un rumore sordo echeggia nello stadio: un po' è la traversa su cui si stampa il pallone prima di uscire, e un po' l'osso sacro dei tifosi tedeschi, piuttosto provati da questi primi 2 minuti di supplementari.
L'undici tedesco prova a scuotersi con Lahm che guadagna una buona punizione nei pressi dell'angolo, vanificata da Schweinsteger che la batte di precisione sul volto di Pirlo, unico uomo in barriera. Calcio d'angolo e Caressa, telecronista scai, fa in qualche modo anch'egli riferimento all'osso sacro teutonico, avvisandoci che “Ballack va a prendere il secondo palo”. I tempi non sono ancora maturi, ma mai profezia si rivelerà più azzeccata. Corner senza esito intanto, con Cannavaro che controlla e spara lontano in sicurezza.
Partita viva, l'Italia manovra con facilità insospettabile. 102° minuto, lancio di Totti verso Iaquinta svirgolato da Ballack: sul campanile, il sempre corretto capitano tedesco finge di guardare la palla e casualmente porta il gomito sulla gola del 19 italiano, buttandosi poi a terra per fingere un contrasto fortuito. Strategia buona, visto che l'arbitro non ravvisa alcun fallo.
Del Piero fa intanto il suo ingresso in campo al posto di Perrotta, posizionandosi largo a sinistra. Subito due buone iniziative del numero 7, ma l'occasione per spezzare l'equilibrio è della Germania: cross di Odonkor per Podolski dimenticato da solo in area: colpo di testa non particolarmente convinto e palla goal sprecata sul fondo. Buffon ha parole dolci ma non ripetibili per la linea difensiva azzurra, e si va al cambio campo a reti inviolate.
Secondo tempo supplementare
Solo 10 minuti alla lotteria dei rigori e Klinsmann gioca l'ultimo cambio: dentro Neuville, fuori Klose.
Palla dentro di Pirlo, Totti la prosegue di testa e serve Del Piero spalle alla porta al limite dell'area piccola: l'intervento congiunto di Friedrich e Lehmann lo costringe a scaricare a destra per Iaquinta, il cui tiro è ribattuto dal muro dei difensori tedeschi. Transizione veloce, palla sulla sinistra appena fuori dall'area italiana per Podolski: tiro di sinistro violento, ma il Muro in porta è decisamente più solido di quello di Berlino, e alza sopra la traversa.
La Germania si distende una paio di volte creando come maggiore pericolo un piattone di Odonkor da 30 metri. A 3 minuti dal termine Pirlo fa decisamente meglio: controllo ai 20 metri e tentativo da fuori con il sinistro che Lehmann respinge in angolo.
Del Piero va a battere (l'angolo, ovviamente) e pallone di nuovo tra i piedi di Pirlo, che si porta a spasso per quasi 3 lunghi secondi tutta la difesa tedesca fintando il tiro, prima di trovare un filtrante geniale in piena area verso Grosso. L'ipnotista della nazionale ha colpito ancora prima dei supplementari e Grosso, convinto di essere Signori, non ha difficoltà a trovare un interno sinistro perfetto che si insacca sul palo lungo. Il palo lungo, a sua volta, si insacca dove si può ben immaginare.
La Germania ha il tempo per due ultimi assalti, il primo si perde sul fondo, il secondo viene stroncato da Cannavaro che esce sulla trequarti difensiva di petto e consegna quasi malvolentieri il pallone a Totti. Diagonale per Gilardino, che si attira tutta la difesa addosso prima di scaricare per l'accorrente Del Piero: interno sul secondo palo, finale conquistata e la profezia di Caressa che finalmente si compie: Ballack ha preso effettivamente il secondo palo.
Rimane solo il tempo per l'esultanza italiana: vanno a Berlino. Incuranti della dieta, vanno a prendersi la coppa.
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